Italia e Cina, 60 anni tra passato e futuro

L’Italia ha una lunga storia di rapporti con la Cina, a partire da Marco Polo e Matteo Ricci. Questi importanti predecessori hanno ispirato e ispirano ancora oggi i rapporti diplomatici tra i due paesi.

Mario Filippo Pini
ISBN: 
978-88-6443-063-8
Prezzo: 
€18,00
Data pubblicazione: 
7 aprile 2011
Collana: 
Le gerle
copertina

Finalmente un testo che tratta dei rapporti tra l’Italia e la Cina negli ultimi sessant’anni, dalla fondazione della Repubblica popolare cinese ad oggi, raccontati seguendo il filone della storia diplomatica che l’autore ha vissuto in prima persona, ma pieni di numerose riflessioni sulla societa’ , la politica, la cultura. Nel corso della narrazione, ricca di aneddoti e esperienze dirette, l’autore tenta di dare una risposta a domande spesso stimolate dai nostri eccezionali precedenti storici : dopotutto nessun paese occidentale può vantare, nei rapporti con la Cina, nomi come Marco Polo e Matteo Ricci. Raccontando di tempi recenti non si perde tuttavia occasione di guardare al passato , spesso con nessi efficaci per la comprensione di entrambi. Ha l’Italia conservato qualche scintilla della genialità che in passato produsse personaggi come il mercante veneziano e il gesuita di Macerata? Quali rapporti ebbero i nostri comunisti con i fratelli cinesi prima della nascita della Rpc? Quale è il futuro dei rapporti tra l’Italia e la Cina? Queste solo alcune delle domande a cui l’autore cerca di rispondere. Esistono saggi su vari aspetti dei rapporti tra Italia e Cina dopo il 1949 ma nessun studioso ha fin’ora tentato una presentazione organica e complessiva di tutto il periodo, né si è cimentato con alcuni dei quesiti che il nostro autore si e’ posto. Mario Filippo Pini lo ha potuto fare grazie alla sua esperienza personale ed a una profonda curiosita’ di vita.

Autore: 

Mario Filippo Pini, laureato in Scienze politiche all’università di Pisa con una tesi sulla Cina, ha successivamente conseguito un master in studi orientali all’Università di Harvard. Unico diplomatico italiano ad essere entrato in carriera dopo aver sostenuto un esame scritto di lingua cinese, tra il 1970 al 2006 ha prestato servizio in area Cina quattro volte, due a Pechino, una a Taipei e una a Shanghai, per un totale di 16 anni, ed è stato ambasciatore in Bangladesh. E’ tornato per due anni accademici (1993-94 e 2009-10) all’Università di Harvard come studioso residente, ed ha mantenuto un rapporto di collaborazione con quella università. Ha pubblicato saggi sui rapporti tra l’Italia e la Cina come L’azione diplomatica dell’Italia per l’ammissione all’Onu e il fattore Cina, e Perché l’Italia non riconobbe la Cina di Mao, pubblicati da Nuova storia contemporanea. Attualmente insegna all’università di Roma La Sapienza, e divide il suo tempo tra Roma,Taipei e Cambridge, negli Stati Uniti.