Il ritorno di Lilith
La sessualità femminile è sempre stata l’ossessione della Chiesa cattolica, manifesta in un’ideologia per cui la donna era il male: assassina per gli aborti e untrice per le malattie veneree. Con l’avvento degli anticoncezionali e degli antibiotici il male è diventato “malissimo”, perché la libertà fisica offerta dalla scienza apre la possibilità della realiz- zazione di una realtà psichica femminile in grado di disobbedire a un potere maschile violento.
Un mito antichissimo e poco conosciuto rac- conta di questa ribellione. È la storia di Lilith, figura di origine mesopotamica, che fu la prima donna di Adamo, a cui lei non voleva essere sottomessa. Disobbediente, lo ab- bandonò nel paradiso terrestre e se ne andò. Dio allora creò Eva dalla costola di Ada- mo, perché non seguisse le sue orme. Per questo Lilith divenne nell’immaginario ebraico un demone, emblema di adulterio e lussuria, per poi subire nel cristianesimo una totale damnatio memoriae. Immagine femminile antecedente al peccato originale, riportata ora alla luce dalla poetessa libanese Joumana Haddad in questo volume.
Joumana Haddad, scrittrice e poetessa nonché traduttrice e giornalista libanese, è nata a Beirut nel 1970. Parla correntemente sette lingue (arabo, armeno, france- se, inglese, italiano, spagnolo, tedesco) e sta attualmente preparando il suo dottorato sul tema della traduzione della poesia.
È responsabile delle pagine culturali del quotidiano libanese “An-Nahar”. È anche amministratrice del Booker arabo, premio letterario assegnato ogni anno ad un romanzo arabo, nonché caporedattrice di “Jasad”, rivista in lingua araba specializzata nella letteratura, le scienze e le arti del corpo. È membro del Comitato del libro e della lettura presso il Ministero della cultura libanese.
Nel 2006 ha ottenuto il premio del giornalismo arabo. Come giornalista ha intervistato scrittori quali Paul Auster, Jim Harrison, Umberto Eco, José Saramago, Nadine Gordi- mer, Paulo Coelho, Manuel Vázquez Montalbán, Yves Bon- nefoy, Peter Handke, Wole Soyinka, Antonio Tabucchi. Una scelta delle sue poesie è stata tradotta in francese, italiano, inglese, polacco e spagnolo ed è stata pubblicata in molte riviste letterarie tra le quali “Banipal” (Londra), “Kalimat” (Australia), “Europe” (Francia), “Supérieur incon- nu” (Francia), “Alhucema” (Spagna), “Fornix” (Perù), “Hojas sueltas” (Colombia) e in due antologie curate da Abdel Ka- der el Jalabi sulla poesia araba contemporanea e pubblica- te a Parigi (Le poème arabe moderne e Le verbe dévoilé).
In Italia ha pubblicato: Non ho peccato abbastanza (antologia curata da Valentina Colombo), Mondadori 2005; Parola di donna, corpo di donna (antologia curata da Valen- tina Colombo), Mondadori 2006; Adrenalina (traduzione di Oriana Capezio), Edizioni del Leo- ne 2009.
